Il 1° luglio 2023 la Riforma dello Sport ha riscritto le regole del gioco. Con l’abolizione del vincolo sportivo (art. 31 NOIF), molte società si sono sentite scoperte: come trattenere i giovani più promettenti senza rischiare di perderli a parametro zero?

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  • Il 1° luglio 2023 la Riforma dello Sport ha riscritto le regole del gioco. Con l’abolizione del vincolo sportivo (art. 31 NOIF), molte società si sono sentite scoperte: come trattenere i giovani più promettenti senza rischiare di perderli a parametro zero?

La risposta esiste ed è uno strumento giuridico spesso sottovalutato: il Contratto di Apprendistato Sportivo Professionalizzante.

Non si tratta solo di “burocrazia”, ma di una vera e propria strategia di asset management. In questo articolo analizzeremo cos’è, perché conviene fiscalmente e come utilizzarlo per costruire il futuro del tuo club.


Cos’è l’Apprendistato Sportivo (Art. 30 D.Lgs 36/2021)

L’apprendistato sportivo è una forma speciale di contratto di lavoro subordinato a contenuto formativo. A differenza di un normale contratto di lavoro sportivo, l’apprendistato prevede che la società non si limiti a corrispondere uno stipendio, ma garantisca all’atleta una formazione tecnica e professionale specifica.

La Riforma (D.Lgs 36/2021 e successivi correttivi) lo ha introdotto per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro sportivo, unendo la crescita atletica a quella educativa.

Le Tipologie di Apprendistato nello Sport

Sebbene la norma preveda tre livelli, quello che interessa davvero oggi ai Presidenti e ai Direttori Sportivi è l’Apprendistato Professionalizzante.

  • Destinatari: Giovani atleti dai 15 ai 23 anni (limite elevato rispetto al passato).
  • Obiettivo: Conseguimento di una qualificazione professionale (es. “Calciatore”, “Istruttore”, ecc.).
  • Durata: Minimo 6 mesi, massimo 3 anni.

Nota Bene: Per il settore dilettantistico, il limite minimo di età scende a 14 anni, permettendo di contrattualizzare i talenti fin da giovanissimi.


Perché conviene? I Vantaggi Fiscali e Contributivi

Qui entriamo nel cuore della strategia. L’apprendistato non serve solo a “legare” il ragazzo, ma è lo strumento più efficiente dal punto di vista economico.

Ecco un confronto pratico tra un contratto di lavoro sportivo standard e l’apprendistato.

1. Sgravi Contributivi INPS

Mentre un contratto di lavoro subordinato classico o una Co.Co.Co. sportiva “pesante” possono comportare oneri previdenziali significativi, l’apprendistato gode di un regime agevolato.

  • Aliquota ridotta: I contributi previdenziali sono calcolati con un’aliquota complessiva intorno al 15,84% (di cui circa il 10% a carico società e il 5,84% a carico atleta), molto inferiore rispetto alle aliquote ordinarie.
  • Bonus “Under 9 dipendenti”: Per le piccole ASD/SSD (fino a 9 dipendenti), l’aliquota a carico del datore di lavoro scende ulteriormente (spesso all’1,5% il primo anno e 3% il secondo).

2. Tassazione Agevolata (IRAP e IRPEF)

  • Deduzione IRAP: Il costo del personale apprendista è interamente deducibile dalla base imponibile IRAP.
  • Esenzione Fiscale: Anche per l’apprendista si applica la “no tax area” generale del lavoro sportivo fino a 15.000 euro annui (franchigia fiscale). Fino a questa soglia, il lordo è quasi uguale al netto.

3. Niente “Contributo di Licenziamento”

Al termine del periodo formativo (es. dopo 3 anni), se la società decide non confermare l’atleta, il rapporto si risolve senza i costi tipici del licenziamento ordinario.


Apprendistato vs Vincolo: La Strategia del “Blindare”

Con la fine del vincolo sportivo, un ragazzo di 16 anni è libero di firmare dove vuole ogni anno (salvo premi di formazione, di cui abbiamo parlato in un altro articolo).

L’apprendistato risolve questo problema. Essendo un contratto di lavoro vero e proprio, crea un legame giuridico solido. L’atleta non è più un semplice tesserato “svincolabile”, ma un dipendente della società per la durata del piano formativo (es. 3 anni).

Il vantaggio per il DS:

  • Hai la certezza che il ragazzo rimarrà con te per il triennio formativo.
  • Se un’altra società lo vuole prima della scadenza, dovrà negoziare con te il “prezzo del cartellino” (risoluzione anticipata).

Il vantaggio per l’Atleta:

  • Si sente valorizzato come professionista.
  • Inizia a versare contributi pensionistici fin da giovanissimo.
  • Riceve una formazione certificata.

Come attivarlo: La Checklist Operativa

Non basta una stretta di mano. Per attivare un apprendistato valido e a prova di ispezione, devi seguire questi step:

  1. Pianificazione: Individua gli atleti target (fascia 15-23 anni) su cui vuoi investire.
  2. Il PFI (Piano Formativo Individuale): È il documento obbligatorio da allegare al contratto. Deve descrivere il percorso di crescita tecnica e tattica che il ragazzo seguirà. Non è un documento “copia-incolla”: deve essere reale e monitorato.
  3. Il Tutor: Devi nominare un tutor aziendale (spesso un allenatore qualificato o un dirigente esperto) che affiancherà il ragazzo.
  4. Contratto Scritto: Redigi il contratto specificando la durata, la qualifica finale e il trattamento economico (che può essere parametrato in percentuale rispetto ai minimi federali o contrattuali).
  5. Comunicazioni UNILAV: Ricorda di effettuare la comunicazione obbligatoria al Centro per l’Impiego (tramite RAS o canali ordinari) entro il giorno antecedente l’inizio del rapporto.

Conclusione: Un cambio di mentalità

L’apprendistato sportivo non è adatto a tutti i tuoi tesserati, ma è perfetto per quei 3-4 profili su cui il tuo club vuole costruire il futuro.

Passare dalla logica del “possesso” (vincolo) a quella del “contratto” (apprendistato) richiede un salto culturale. Ma i numeri parlano chiaro: più tutele, meno tasse, più stabilità.

Se vuoi trasformare il tuo settore giovanile da costo a investimento, questo è il momento di iniziare.


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Riferimenti normativi principali: D.Lgs 36/2021, D.Lgs 81/2015, Circolari INPS settore sport.

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